AIUTARE I PROPRI FIGLI A SCEGLIERE

a1[1]Il difficile ruolo di genitori pone quotidianamente davanti a nuove prove da affrontare. Per chi ha un figlio che ha iniziato la terza media, si apre una nuova grande sfida: sostenere nella scelta, senza influenzare.

Ho individuato, grazie ad anni di esperienza, una serie di atteggiamenti che possono essere controproducenti, a cui i genitori dovrebbero dare particolare attenzione.

‘…CE LA FARA’ A CAMBIARE DUE AUTOBUS?’

Il momento di passaggio dalle scuole medie alle scuole superiori può dare vita ad una serie di fantasmi e paure anche nei genitori. Il proprio figlio sta crescendo, e ciò può decisamente suscitare timori. Talvolta spaventa l’idea che egli abbia individuato dei percorsi lontani da quelli ‘di famiglia’, o che decida di frequentare un istituto distante da casa. Può confondere e spaventare vedere il proprio figlio interrogarsi sul suo futuro ed avere idee profondamente diverse dalle aspettative familiari. Essere preoccupati nei momenti di cambiamento è fisiologico. L’importante è che la paura non prenda il sopravvento e non porti ad intervenire nella scelta in modo troppo radicale.

‘IL FIGLIO DOTTORE’

Il tema delle proiezioni sul futuro è centrale. Tutti i genitori hanno delle aspettative sui figli. Ciascuno di noi vorrebbe vederli felici, soddisfatti, autonomi. Ma gli adulti, spesso, ritengono anche di conoscere il modo in cui questo traguardo si potrà realizzare. A volte è difficile abbandonare il pensiero ‘so io cosa è meglio per te’, per abbracciare il ‘capiamo insieme cosa può andare bene per te’.

‘ME L’HA DETTO LA MADRE DI GIOVANNI…’

La maggior parte dei genitori che incontro nei servizi di ri-orientamento ha una conoscenza superficiale degli istituti presenti sul territorio. Frequentemente, essa è ‘datata’, le informazioni sono quelle raccolte quando loro stessi o i loro amici erano studenti delle superiori. Il sistema scuola è decisamente cambiato, e per aiutare i propri figli a districarsi nel reticolo dell’offerta formativa, è fondamentale avere le idee chiare sulle caratteristiche dei percorsi, sugli istituti, gli indirizzi, le materie. È impensabile che si chieda ai ragazzi di compiere lo sforzo di ricercare informazioni, se questa spinta non parte in primis dai genitori.

‘SAREBBE BELLO SE POTESSI PORTARE AVANTI LA DITTA DI PAPA’

Manipolare i propri figli è facile per i genitori. È più semplice di quanto si creda trasmettere messaggi subliminali (che i ragazzi prontamente colgono) in merito alle aspettative degli adulti, alle decisioni che sono caldeggiate e a quelle viste come un problema. Nel processo di sostegno alla scelta, un punto fondamentale è essere molto sinceri con se stessi, magari discutendone all’interno della coppia genitoriale. In questo caso un’alleanza con il partner per ‘sorvegliare’ reciprocamente le manovre manipolatorie dell’altro genitore, può rappresentare una valida soluzione.

‘DEVI SCEGLIERE SOLO TU…’

Escludersi dalla scelta, pensare che il confronto con un adulto possa essere controproducente o costrittivo, è un grande errore. È proprio attraverso il dialogo, la riflessione, la condivisione di opinioni differenti che un ragazzo può arrivare a scegliere la scuola con consapevolezza. La decisione deve essere del ragazzo, ma i criteri con cui verrà presa dipenderanno da quanto gli adulti di riferimento lo sosterranno in questo processo.

Parlarne a casa, guardare insieme il materiale informativo, partecipare agli open-day, discutere con gli insegnanti sono passi essenziali che consentono ad una famiglia di condividere un viaggio e la responsabilità del risultato.  I ragazzi, nel cammino di crescita, hanno bisogno di sentirsi autonomi, ma sempre sotto la supervisione degli adulti.

Leggi l’articolo i 10 passi per scegliere la scuola superiore, per sapere cosa fare per arrivare ad individuare la scuola giusta.

 

Silvia Bassanini,

Psicologa e Pedagogista

Vicepresidente di Meet

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